Category: Recensioni

Recensioni di gruppi ed artisti musicali, scrittori ed artisti in genere.
le recensioni sono curate da Andrius Firenze e Tommy Open, esclusivamente su proprie impressioni e sensazioni.

Le Migliori Playlists su Spotify

Spotify Playlist
Spotify Playlist

l'elenco delle migliori playlists su Spotify, per scelta dei brani, numero di ascolti, ma anche per simpatia e coraggio del suo creatore.

Queste sono le migliori playlists su Spotify, ovvero playlists che piacciono ad Andrius, sono poche ma del resto i gusti di Andrius sono molto difficili:

Music For Dreams And Movies Stories from The Avenue

Painting in Music eve

Top ElectroPop Compilation Аndrius Firenze

Music Library VOL.1 eve

Le preferite di Andrius possono cambiare in ogni momento a seconda dell’umore o dei cambi di stagione. Andrius è imprevedibile.

Il parametro fondamentale è che esse contengano almeno un brano di Andrius.

Se sei il curatore di una playlist e ritieni che la tua sia una delle migliori playlist di Spotify, allora mettici dentro anche un brano di Andrius e lui ti ascolterà.

Alessandro Cenedese

Alessandro Cenedese

Alessandro Cenedese, Chief Executive Officer della Maine Wine Records, è prima di tutto un uomo d’arte e di spettacolo, quello spettacolo che nasce dalle emozioni e dalle sensazioni sonore. Fondatore e cantante della band L.ego con cui ha prodotto 3 dischi e vissuto un’esperienza musicale lunga 10 anni. Ha sempre amato la musica, cercando ogni strada che gli permettesse di viverla, trasformarla e rivoluzionarla con l’anima se non con il cuore. Tra le mille esperienze ha lavorato come producer per Emergenza live festival, Suonica live festival e New Age Club. Ha lasciato il suo tratto in mille storie fino ad iniziare un percorso da solista, ma senza risparmiarsi in altre direzioni come ad esempio l’esperienza di speaker radiofonico. Tutto questo fonda le sue basi già dal percorso universitario al DAMS Musica di Bologna durante i primi anni 2000 fino a diventare scrittore, cantante e produttore delle sue stesse creazioni interpretate brillantemente e supportate spesso dalla sua ottima capacità di video editing.

L’impegno con Spotify a supporto dei musicisti

Lariva LP

Nonostante il grande lavoro che lo ha portato a pubblicare il suo ultimo albumLarivanel settembre 2019, Alessandro Cenevese ha messo la sua esperienza e la sua passione a disposizione di tutti, occupandosi della gestione indipendente per artisti e gruppi musicali su Spotify.

Vorrei invitarvi a leggere l’intervista che ho trovato su differentmagazine.it e senz’altro visitare il sito della Main Wine Records che rappresenta il centro di tutte le attività dell’artista

Idelse, il Rapper che ti pesta i piedi

Idelse
Idelse

Scovato a sorpresa cercando e frugando tra i talenti sommersi nel web. Questo artista mi ha incuriosito, ma premetto: io odio il Rap!

Difficile dunque per me dare un giudizio su qualcosa che mi fugge, ma Idelse ha catturato la mia curiosa attenzione. Chi è mai questo misterioso Idelse?   Perché esiste solamente un video (questo qua) e nessuna altra traccia sul WebCosa sta facendo adesso e dove vive?

L’accento tradisce le sue origini fiorentine ed il testo del suo brano, apparentemente senza nome, sembra proprio sottolineare questa sua origine gigliata.

Il brano cantato nel video è un improvvisazione di Idelse in uno studio milanese non meglio identificato, forse la sua base operativaUn grande mistero questo Idelse…  Che dire riguardo al titolo del branoLa parola che più di ogni altra spicca éEhi Frate“, forse è questo il titolo. E allora da qui gli lancio un invito per una intervista, almeno scopriremo qualcosa su di lui e dipaneremo questa matassa misteriosa. 

Йӱк-йӱан

Йӱк-йӱанВесела да онгай, спонтанность чынжымак, куштылгылык, тӧрлаш ок all’целеустремленность музык шижде да шотыш. Да’ тидым колыштман да мотор лийже сай пӧлек кугарня 1 июнь 2018 Кӧгӧн (Флоренций), пӧрт ончылнак кок ошкыллан вик мыйын йымакем. Мый ушан лийын огыл, да вел, ужыда, мо ынде флоренцийын тиде группышто пален тореш подмостки тӱрло веле погына. Сай качествыжым веле огыл, нунын йӱк пералтыш, но тиде пайрем дене да кумыл ыштыме дене ойыртемалтше улыт спонтанность, сценыш кӱзаш ӱжын да тиде муро, кӧ лиеш l’лӱддымылыкшым да патырлыкым. Чын, чыла сай, конешне, Андреа Корбый, тиде чын “янлык” сценыште, взрывоопасный тудо сценыште улшо кончыш, тудым сай эҥертыш да тӱшка йӱк гыч, Пуртышо гыч шога Максимум (гитара), Матфей Деч, Норин (лапка), Роберто Вязов (клавиатур), Утарыза Лентини (батарейышке) Сандро да Raviglione (гитара).

Днк йӱк-йӱан тиде естественность, нуно тиде принцип тӱҥ лаштык.

Тарваныме йӱк-йӱаныште 2009 кумыл деч "модыш пурышо" куд йолташна-влак, шарнымаш кас кочкыш годым жап гыч колен, пеҥгыдемдыме, молан манаш гын, ӱстел дек толынам идейжым сайын!
Там тӱрлӧ музыкальный ойыро, деч Панк-группышто ramones Прогрессив-шукырак православий, но кылдалтмым шижын, тудын дене келшаш лиеш тудо жапыште кугу тўня.
Пураш модыш-тиде тӱҥалтыш стадий, эрык тӱшка.
Ю молынат тукымышт шке лектыш лиеш, вет l’идейже кушкын жапыште ятыр жап йӱк-йӱан, да жапшым веле ончыктат, кушто тудо толын кертына.

Вуйсавырныш 2015 лектын икымше компакт-диск Йӱк кидпалым: “Илыш тыглай огыл”.

Йӱк-йӱан: Андрей C. (йӱк), Матфей Деч N. (лапка), Максимум B. (гитара), Але Роберто. (клавиатур), Утарыза L. (батарейышке) Сандро да R. (гитара)

Ончалаш, l’тичмаш концерт фотоальбомжо-влак (1/6/2018)

Лелло Вителло

Лелло Вителло, un uomo di spettacolo o uno spettacolo di uomo?

Лелло ВителлоMai prendersi troppo sul serio, è l’errore più tipico sul quale l’uomo (inteso come genere umano) cade più spesso. Il tutto si ricollega alla atavica necessità di essere, di apparire, di ricevere conferme. Eccessi di orgoglio che si manifestano nella più umana timidezza, perché è certo che la timidezza sia provocata proprio da un eccesso di orgoglio. Se c’è un uomo che a tutto questo ha saputo dire di no, che è riuscito a farsi beffa delle provinciali velleità piccolo borghesi, di etichette inutili e scomode, questo è Lello Vitello.

Classe ’68, laureato in chimica ewebmaster professionista, è certamente la persona più limpidamente autentica che mi sia capitato di conoscere nel mondo musicale fiorentino degli anni ’90. Gli riconosco coraggio e caparbietà, la indubbia capacità di affrontare la vita con lo stesso sorriso e la leggerezza che noi abbiamo inspiegabilmente perso. Con lui ti diverti, questo è il succo. Possiamo dibattere giorni e notti sulle sue qualità di artista, ma mai mettere in dubbio che lo sia, se non è un artista lui non lo è nessuno.

Insieme e con la band Эльман Ахмед, abbiamo partecipato a concerti di deprecabile qualità, riuscendo persino a ricevere il lancio di ortaggi, un traguardo orgogliosamente raggiunto. Abbiamo trascorso alcune serate in giro senza meta e senza ragione. Comunque ci siamo divertiti perché questo accade quando si sta con Lello, si, con Lello ci si diverte sempre.

Lui é un officina in grado di produrre una enorme quantità di materiale musicale, video e contenuti multimediali in genere. Edavvero incontenibile nella sua capacità e voglia di creare qualunque cosa che dia un sorriso o che faccia pensare. Attivare il pensiero, generare il sorriso ed infondere il buon umore, non è una banalità e non è cosa facile. Lello si espone a critiche e giudizi ignoranti di chi invidia il suo modus, ma che poi finisce dritto nel suo sito per leggerlo e per ascoltarlo, rubando così quella sensazione che è l’ennesima vittoria, un altra colpo a segno da parte di Lello.

E allora dai, è il momento di conoscerlo meglio: http://www.lellovitello.it

Андрюс

Флоренций Андрюс

Андрюс

Йӱдым Музыкант флоренций

Ansrius Music
Andrius a Prato con Kinder Zaz nel 1995

Андрюс уло Андрей, экспромт да йӱдым музыкант, нунын семынак ышташ ӧрын, причиным да сай мочегонное.   Ноябрь тудо пашам туналеш 1986 тунемше-влак дене пырля underground учредительже-влак фиорентин “Эльман Ахмед“, метрошто сценарийыште лийын полшык.   Кӱчыкын, но ток дене скобки Бог Kinder тудын музыкальный да тудым огыт вашталте адрес, но у, мом конден, но варажым шукын броскость производствышто.Тудын производствышто пресс-инструментальный формо да психоделика, юлвел “саундтрекым“, идеально семын мийыже манын, чучмым сурет але шинчажым петыра да ужата гыч видео, а эше сай пылышыжымат петырен дене.   Сайрак умылаш манын, темлалтеш колыштса, тыгак ончо оборудований кучылталтше.   (Лӱм-влак ора).

La musica di Andrius è distribuita nel mondo intero a partire dall’anno 2013, nonostante le accese polemiche tra le cancellerie di numerosi paesi delPatto di Varsaviache accusavano la N.A.T.O. (e viceversa) di attentare alla stabilità del sistema e minare la pace nel mondo.

 


Facebook муыныт

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il mistico e silenzioso artefice di molte opere musicali divulgate dal gruppo schizofrenico AHMED ELMAN, тыгак для ончычсо


SoundCloud Free on Listening

x://soundcloud.com/andrius-music

Andrius presenta alcuni brani su questa famosa piattaforma, usufruibili gratuitamente da ogni luogo del mondo.


 

The Regal

Qualcosa di nuovo tende la mano al passato

Le mie preferenze in campo musicale? , credo non ci sia sia modo migliore di rappresentarle se non attraverso coloro che a mio dire, ne rappresentano l’essenza. Non c’è neanche bisogno di andare tanto lontano, di scomodare nomi patinati e leggendari. Parlo dei fiorentinissimi “The Regal.

The RegalLi avete mai sentiti dire?   Anzi, dovrei chiedervi se li avete mai ascoltati, perché i tre musicisti che compongono questa band, non sono propriamente dei cultori dell’immagine, ma quello che riescono a fare mi fa venire i brividi.  Non fraintendetemi, non mi riferisco ai classici virtuosismi ma alle sensazioni che percepisco nell’ascoltare la loro musica.  E’ come ritrovarsi catapultati in tempo e in luoghi lontani, eppure quel sound così familiare per chi come me è nato negli anni ‘60, rimane assolutamente originale, subito identificabile nel loro sound, nelle loro timbriche, nel loro modo di essere.

Bah, sarà perchè amo questo genere, che (forse erroneamente), mi trovo ad attribuire a questa band un valore eccessivo?  Bene, sono pronto ad assumerne tutti i rischi, provate però ad infilarvi quelle maledette cuffie e fate partire “The Unloved”, oppure “When you could understand”,  chiudete gli occhi e lasciate che la vostra fantasia si liberi.    Se dopo di ciò, nel vostro stato d’animo non fosse accaduto niente, beh allora… tornate pure ad ascoltare Justin Bieber.

The Regal

Alessio Consoli
Alessio Consoli

Il nome che identifica la band fiorentina, potrebbe sembrare snob, anche perchè in effetti di “regale” non hanno molto, però questo nome mi fa pensare alla distanza e la solitudine che l’essere regale comporta. Da li si vede il mondo da un’altra angolazione, i rapporti cambiano, sono formali, freddi, distanti.  Fuori, più in basso, più lontano c’è tutto un mondo che pare non appartenere alla stessa dimensione. C’é uno stato d’animo che guarda con rassegnazione, come chiuso in una gabbia di cristallo troppo spesso per permettere che il proprio grido possa essere udito oltre.

La formazione pare essersi formata nel 2008 su progetto di Andrea Badalamenti (chitarra e voce). Manuel Pio (batteria e voce), e Alessio Consoli (basso e voce).  I The Regal si affacciano con il primo album dall’omonimo titolo nel 2012, composto da 9 brani che preannunciano quello stile destinato a contraddistinguere la band nel panorama musicale. Con il trascorrere degli anni il terzetto non scopre di avere soltanto una morbosa voglia musicale, ma dimostra di avere una notevole virtù nello scrivere canzoni che lasciano poco spazio al caso poiché frutto di attenta meditazione, ricca di contenuti che la portante musicale intende trasmettere. La matrice sonora del loro secondo capitolo The shade of the human jobThe shade of the human job” è rimasta invariata, ma oggi Andrea Badalamenti (ancora autore di tutte e dieci le canzoni del disco), pone l’attenzione sull’essere umano, le sue vulnerabilità e le difficoltà nel vivere in sintonia con il prossimo, come l’isolamento voluto o subito da chi rifiuta la propria necessaria ambizione e la naturale arroganza.

Andrea Badalamenti, ha letto molto e si è molto concentrato sugli assunti e i dogmi creati dall’uomo con la presunzione, il cinismo e la pigrizia:  perchè là dove ci possono essere gli strumenti per cambiar testa, per abbattere i dogmi e vivere in uno scenario più vero e sano, restiamo sempre agganciati al sistema, un sistema che oggi noi critichiamo, ma che alla fine accettiamo perché molto vizioso.  È molto più comodo vivere in un mare di credenze piuttosto che destrutturarle.

Così “The shade of the human job” risulta ancora più trasparente del precedente lavoro.  Le impronte ritmiche e armoniche di Manuel Pio (батарейышке) e Alessio Consoli (лапка) risultano più accentuate, anche per l’uso di registrazioni in presa diretta, certamente più calde e spontanee.

Le Edizioni e l’Ufficio stampa sono a cura di A Buzz Supreme.

Link interessanti:

x://www.facebook.com/theregalnest/

http://www.theregal.it/wordpress/

Death of a LadiesMan.

Il 13 novembre del 1977 Leonard Cohen pubblicava il suo quinto album studio, chiamandoloDeath of a LadiesMan” (traducibile conMorte di un Don Giovanni”) dove Leonard intendeva dire che l’epoca dei divertimenti spensierati con le donne era finita e iniziava una nuova vita, quella di padre, che gli apriva prospettive completamente differenti.  Leonard all’epoca era giapoeta (“Let Us Compare Mythologies” 1956 eFlowers for Hitler” 1964), romanziere (“The Spice-Box of Earth” 1961, “The Favourite Game” 1963 eBeautiful Losers” 1966) e cantautore di buona fama. Il suo grande rimorso era stato quello, nella sua fin libreve carriera di cantautore, di non essere ancora riuscito a sfondare nel mercato americano ma soprattutto in quello europeo.Proprio per questo motivo in occasione di quell’album scelse con grande sorpresa degli addetti ai lavori di collaborare con Phil Spector, famoso per essere l’inventore della tecnica delMuro del Suonoe per aver collaborato coi Beatles nella realizzazione di Let it Be . Spector se da una parte era un genio innovatore,dall’altra era (ed è) un soggetto aggressivo e incontrollabile (è stato condannato nel 2009 a 19 anni per l’omicidio della modella Lana Clarckson). Infatti il disco non venne completato a causa dei forti dissidi tra Cohen e Spector. La tensione fu talmente alta che Spector cacciò Cohen dagli studi minacciandolo con una pistola.Quello che poteva andare bene con le Ronettes o Tina Turner non era adatto a Cohen che ha sempre ritenuto quest’album la suapecora nerae definendolo incompleto in quanto vennero date per buone registrazione che avevano bisogno di ancora molto lavoro.

Quasi per ironia della sorte esattamente 39 anni dopo quella prima morte (figurata) è sopraggiunta per il nativo di Montreal anche quella fisica.In mezzo tante cose.La conversione al buddismo e il ritiro assoluto dalle scene a Mount Baldy vicino a Los Angelese alla scuola del Maestro e amico Roshi che gli ha insegnato valori che per lui, nato e cresciuto ebreo, erano sconosciuti.

L’ultimo suo lavoroYou Want It Darkerè stato pubblicato nell’ottobre 2016 ed è un vero testamento in musica dell’autore che sembra fare il paio conBlackstardi Bowie.Anche in quell’occasione l’autore moripochissimo tempo dopo aver pubblicato l’album.

In modo incredibilmente profetico (ma del resto un uomo sente quando sta per morire) Cohen nella titletrack canta con la sua voce profonda e erosa dal tempoI’m ready, My Lord”. Tutto l’album è legato indissolubilmente alla morte e all’oscurarsi delle cose. La sua morte come quella dei molti altri che purtroppo questo terribile anno ci ha portato ha lasciato un forte senso di smarriemmto e quasi di alienazione,come se guardandosi intorno ci si accorgesse che dei veri e propriPadri adottivici avessero lasciato e non delle semplici figure dello spettacolo e dello show-business.

Ma,riflettendo,la cosa più terribile non è la morte di questi immensi artisti che il 2016 si è portato via(Lenny,Bowie,Glenn Frey,Keith Emerson, Prince,Maurice White, Cohen) poichè il loro inestimabile contributo lo avevano dato e la loro esperienza era ormai stata assorbita e codificata dagli appassionati,quanto la assoluta mancanza del cosiddettoricambio generazionalecome se un’intera generazione (quella ’80/’90) fosse incapace di esprimersi se non tramite prodotti scadenti,che se da una parte vendono, dall’altra sono destinati a essere spazzati via da una nuova ventata,quasi fossero permeati di una terribile incomunicabilità.

Comunque addio Leonard, che la Terra ti sia lieve,noi che rimaniamo possiamo solo esserti grati per averci reso meno penosa l’esistenza.

Estate sul pianeta Terra”.Gli Eternauti.

Да’ opinione largamente condivisa che dalla morte di Kurt Cobain e il seguente scioglimento di Nirvana la qualità della scena mainstream sia scesa di livello in maniera radicale dando spazio a artisti che hanno promosso nuovi generi di successo atti solo alla pura monetizzazione e senza alcun intento innovativo o minimamente elaborato.Un ottimo metodo per rivitalizzare il nostro apparato uditivo da ciò che ci viene passato è cercare nella scena underground che come spesso accade nei periodi di secca sia molto fervente e ricca di spunti molto interessanti.

Una meta di questa ricerca altamente consigliata è quella deGli Eterenauti”.Il gruppo trae l’origine del nome dal celebre fumetto argentino disegnato da Francisco Solano Lopez in cui si racconta di come alcuni alieni avessero catturato alcuni umani e li avessero imprigionati all’interno dello stadio del River Plate che come sottolinea giustamente la voce del gruppo Dario Bissanti fu una scrittura premonitrice (il fumetto è della fine degli anni ’50) di quanto fecero anni dopo i dittatori in Argentina.Il gruppo ha una formazione classica di tre elementi,il già citato Bissanti (chitarra e voce),Fabrizio Iarussi (лапка),Antonio Attolini (батарейышке).Il gruppo nasce a Bari nel 2008 ed è del 2009 la loro prima demo.Nel luglio 2013 pubblicano l’albumIl vuoto è segretoregistrato in analogico.

Si definiscono un power trio di rock fantascientifico.E in effetti il loro rock,veramente ben suonato e a tratti aggressivo,fantascientifico lo è davvero in quanto il tema principale dei loro ultimi lavori è la vita nello spazio.

Lo spirito degli Eternauti è ben definito da Dario Bissanti in un’intervista

Concentrarci solo sulla nostra piccola terra non ha senso,non siamo che un piccolo puntino disperso in qualcosa di leggermente più grande e ovviamente non siamo soli.

Su questi concetti fondativi si sviluppa l’ultimo lavoro della band puglieseEstate sul pianeta Terrache sarà pubblicato il 30 ottobre su chiavetta USB.Già dal titolo si intende come la Terra sia solo un luogo di passaggio,quasi di balneazione per passarvi l’estate.

La sezione ritmica è più serrata rispetto ai lavori precedenti e ciò lo si evince dal pezzo di punta dell’albumMaradona”,sorta di divertissement in cui vengono derisi con sottile ironia alcuni personaggi simbolo dell’Italia anni ’80/’90 (Achille Occhetto,Moana Pozzi,Maradona).Ma la chiave di lettura della canzone e forse dell’album è nella strofa successiva,in cui Bissanti canta che le parole sonoprotesi inutili”.

Citando sempre BissantiNon dobbiamo sopravvalutare le canzoni,il loro testo è solo un punto di partenza ,ognuno può leggerci un significato differente.A volte costruisco testi volutamente ambigui,in maniera tale che ogni singola frase possa avere 2/3 diverse ipotesi di significato”.

Da ciò si comprende il perchè venga scelta una maggiore ricercatezza stilstica nel suono piuttosto che nella profondità testuale .Questo è infatti forse l’unica pecca dell’album ovvero la poca ricerca della parola che però non è casuale come si può leggere sopra.Altri pezzi particolarmente degni di nota sonoEstate sul pianeta Terra”,”La voce del padroneeViola”,la traccia che chiude l’album.

Un’opera dunque di assoluta qualità per un gruppo che ha le capacità di fare tanta strada

I brani:

1.Macchina astronautica 3:22

2.Un’improbabilità possibile 3:12

3.Maradona 3:39

4.Estate sul pianeta Terra 3:03

5.La voce del padrone 3:30

6.Cani randagi 3:57

7.Totù-decenni di abitudine 3:49

8.Cos’è che no-cos’è che 3:43

9.Viola 4:23

 

Bringing It All Back Home e la svolta elettrica

All’inizio del 1965 Robert Allen Zimmerman,in arte Bob Dylan,da Duluth Minnesota è una delle star affermata dell’ambiente folk/cantautorale statunitense ed ha già pubblicato due capolavori The Freewheelin’Bob Dylan (1963) e The Times They Are A’Changing (1964) e a soli 23 anni è già da considerarsi una degli artisti migliori e originali del panorama non solo americano ma Internazionale.Eppure si sente insoddisfatto,probabilmente sente un Demone dentro che lo spinge a qualcos’altro a qualcosa di nuovo.La figura di Vate del folk e anti Casta in cui si sarebbe potuto cullare per il resto della sua carriera (visto che riceveva grande consenso) e campare di rendita.E allora il 22 marzo 1965 licenzia il suo quarto album in studioBringing It All Back Home”.Con questo titolo pare che Dylan volesse mandare un messaggio al nascente Rock britannico che stava iniziando a essere sdoganato negli U.S.A sovrastando quello americano.Se fino a questo momento negli album dylaniani non si era neanche lontanamente sentito il suono (rumore per i puritani del folk) di una strumentazione elettrica.L’album si apre subito conSubterranean Homesick Bluesun pezzo di appena due minuti e mezzo che da molti è stato riconosciuto come una testimonianza di proto-punk.L’album alterna pezzi acustici (meravigliosamente raffinati) e pezzi elettrici (di velocità anfetaminiche e di una pungente genialità).Possiamo trovare capolavori assoluti (in sequenza nell’album peraltro) comeMr.Tambourine Man”,”It’s Alright Ma (I’m Only Bleeding)” eIt’s All Over Now,Baby Blue”.Questo è evidentemente un album delle prime volte in quanto per la prima volta viene prodotto un videoclip per la canzone d’apertura dell’albumSubterranean Homesick Bluesappunto.Questo album fu il primo della celeberrima trilogia elettrica dylaniana che verrà completata daHighway 61 Revisited” (1965) eBlonde on Blonde” (1966) e pur essendo ritenuto da molti il lavoro meno eccezionale (mi sia concesso l’ossimoro) è il primo passo verso il cambiamento.L’album fu tanto importante che anche i Beatles (che avevano incontrato Dylan nel ’64 per la prima volta a New York) intrapresero la strada tracciata dall’artistra americano già dal rivoluzionario album Revolver del ’66.Anche la copertina è innovativa.Ritrae Dylan in un primo piano sgranato con alle spalle Sally Grossman moglie del manager di Dylan Albert Grossman.Sul tavolo vi sono album di alcuni artisti di riferimento per Dylan tra cui gli Impressionist,Robert Johnson,Eric von Schmidt e Lotte Lenya.