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Tour 2016. Chi spodesta il padrone?

Il Tour è la competizione di ciclismo più attesa durante l’anno e uno degli eventi sportivi più attesi al mondo. Quest’anno il Tour ha, come nelle edizioni del 2013 e il 2015, un grande dominatore che risponde al nome di Chris Froome. Britannico (anche se nato in Kenya nel 1985) ha concentrato tutta la sua preparazione in funzione della corsa francese. Ha a disposizione una squadra eccezionale (la Sky finanziata dall’omonimo colosso televisivo anglosassone) che lavora tutta in funzione sua e del suo trionfo sempre più imminente. I pretendenti sino ad ora, ovvero dopo 16 tappe, si sono dimostrati pavidi e non all altezza delle attese. E gli avversari non sono di certo comprimari si chiamano Quintana, Aru, Valverde. Capitolo a parte meritano Nibali e Contador. Il primo dopo aver vinto il Giro d’Italia ha volutamente “staccato” e si è presentato al Tour in condizioni sommarie poiché il suo prossimo obbiettivo è la gara olimpica che si terrà a Rio. Contador invece puntava molto sul Tour ma le ripetute cadute nelle prime due tappe lo hanno costretto a ritirarsi abbandonando così amaramente il sogno di trionfare per la terza volta al Tour.   Ma analizziamo i profili dei top ten per scoprire possibilità e obbiettivi realistici per ognuno di loro partendo dalla decima e risalendo:

10.Fabio Aru a 5′ 16″. Il ventiseienne italiano vincitore della scorsa edizione della Vuelta fino a ora è stato li con i migliori più con il cuore che sicuramente non li manca che con le gambe. Il suo punto debole è la crono ed è proprio in questa situazione che ha accumulato gran parte del suo svantaggio. Ora le Alpi sono l’ultimo appello per rendere buono un Tour altrimenti abulico. Le possibilità di attaccare le ha lo spazio per farlo c’è pure. Vedremo.

9.Daniel Martin a 5′ 03″. Il trentenne irlandese e al suo primo grande giro dove punta seriamente alla classifica sacrificando così la sua propensione di attaccante e di cacciatore di tappe. Per la verità sembra che molte altre posizioni non le potrà scalare e penso che correrà in difesa per rimanere nella prestigiosa top ten del Tour con un occhio a una tappa laddove ve ne fosse la possibilità .

8.Tejay van Garderen a 4’47”. Il nativo di Tacoma è anni che cerca il podio al Tour correndo quassi tutto l’anno solo in preparazione di questo evento e lasciando andare le altre competizioni.Neanche questo sembra l’anno buono.Troppi i corridori più forti di lui e troppi i suoi limiti sulle grandi montagne.Può scalare ancora 1/2 posizioni ma,verosimilmente, ne può perdere altrettante.

7.Richie Porte a 4’27”. Il compagno di squadra di Van Garderen alla Bmc è stato sfortunato nella seconda tappa dove ha perso quasi due minuti a causa di una foratura altrimenti sarebbe stat0 ai bordi del odio virtuale.È sembrato uno dei pochi capaci di tenere il ritmo di Froome in salita.Obbiettivo podio realistico.

6.Romain Bardet a  4’04”. Il ventiseienne francese sin ora si è dimostrato solido in salita e a crono ha perso ma non troppo.Il sogno per lui sarebbe il podio  anche se bisogna vedere come resisterà alle Alpi. Non il più navigato ma forse quello che è più spinto nell’impresa dal tifo.

5.Alejandro Valverde a  3’17”. Lo spagnolo è un ciclista estremamente completo e può farsi valere sia in classiche monumento che piazzarsi bene nei grandi giri.È espertissimo e ha classe da vendere. Non mi sorprenderei di rivederlo sul podio come l’anno passato.Il trentaseienne spagnolo ha corso fin qui in difesa ma non sembra aver sprecato molte energie,e,se non sarà troppo danneggiato dal compito di spalla del compagno Quintana può puntare in alto.

4.Nairo Quintana a 2’59”. Il vincitore del Giro d’Italia 2014 ha fin qui ampiamente deluso.L’eccesivo tatticismo che lo caratterizza che sembra quasi sfociare nel timore reverenziale e nella paura di fallire lo rende fastidioso ad alcuni.Ed è un peccato perché potenzialmente ha i numeri del fuoriclasse.Parafrasando  Samuel Beckett si potrebbe dire che  per fallire bisogna provarci.Vedremo se il colombiano ci proverà anche a costo di fallire.

3.Adam Yates a 2’45”. La vera sorpresa di questo Tour indipendentemente di come andrà a finire. A ventitré anni al Tour per la prima volta con i gradi di capitano e già essere capace di mantenere questo livello non è da tutti.Ha ancora margine di miglioramento ma intanto si gioca un podio nella corsa a tappe più importante del mondo.Così.Con nonchalance.

2.Bauke Mollema a 1’47”. E chi se lo aspettava alla soglia dei trent’anni che questo ragazzo olandese potesse essere dopo due settimane di Tour il secondo della generale? Io sicuramente no! Eppure sino a ora è sembrato prontissimo in ogni situazione. Sino a ora (fatta eccezione per un quarto posto alla Vueta nel 2011 e un sesto al Tour del 2013) non si era mai mostrato a questi livelli.Nutro i miei dubbi sulla sua tenuta sia fisica ma soprattutto mentale nella terza,e più dura settimana, mas sarei felicissimo di essere smentito.

1.Christopher Froome. Leader sin ora incontrastato di questo Tour.Ha attaccato su ogni terreno.Salita,discesa, cronometro e il risultato è sempre stato lo stesso ovvero quello di essere il più forte.Se poi aggiungiamo a questo il fatto che ha a tutelarlo una squadra formidabile appare in una botte di ferro.L’unico modo per scalfire le sue certezze matematiche è attaccarlo da lontano e non vicino al traguardo,ma per fare ciò come dicevamo prima nel caso di Quintana ci vuole il coraggio di fallire.E non so in quanti sono disposti a farlo

La mia previsione:

  1. FROOME
  2. QUINTANA
  3. PORTE