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Stan Wawrinka:ovvero come scoprirsi fenomeni a trent’anni

Dal luglio 2003 in coincidenza con la prima vittoria di Federer a Wimbledon il tennis maschile è stato un dominio a quattro.Prima una monodia dello svizzero di Basilea Re incontrastato su terra e cemento dal 2003 al 2007 e poi un dualismo entusiasmante e leggendario a tratti (si veda la finale di Wimbledon del 2008 o quella degli Australian Open del 2009 entrambe vinte da Nadal) con lo spagnolo Rafael Nadal,per tutti Rafa.Poi arrivarono insieme giacchè coetanei il serbo Djokovic e lo scozzese Murray.Il serbo dal 2011 in qua ma soprattutto nell ultimo triennio ha instaurato una vera dittatura tennistica (simile a quella del Federer primo periodo ma meno spettacolare dal punto di vista del gioco) totalizzando ben sei Slam in tre anni e ben tredici in totale.Muzza,come è chiamato affettuosamente dai compatrioti,ha ottenuto forse meno di quanto le sue ottime possibiltà augurerebbero.Ha comunque raccolto tre Slam tra cui due Wimbledon e dodici Master 1000.Ma dal 2014 un quinto nome si è affermato con forza ed è quello del fu Stanislas Wawrinka (poi “americanizzatosi” in Stan) che è uscito dal suo stato d’inferiorità rispetto al molto più blasonato Roger da Basilea.Fosse nato in Portogallo (ma anche in Italia) Stan sarebbe stato uno sportivo famoso anche prima dei suoi recenti exploit grazie alle sue indubbie qualità.Ma nell’ultimo triennio Stan si è dimostrato migliore vincendo ben tre Slam,uno per anno:2014 Australian Open,2015 Roland Garros e il recente US Open 2016). Purtroppo la continuità non lo premia durante l’anno ma quando decide che quello è un torneo da vincere ce n’è veramente per pochissimi.La dimostrazione è il modo in cui ha vinto i tre titoli Slam.Letteralmente prendendo a pallate gli avversari sorprendendo soprattutto nelle due finali contro il cyborg Djokovic quasi indistruttibile nelle finali del 2015 e 2016.Mi ha sorpreso nella finale degli ultimi US contro il serbo per l’inensità e la continuità dei colpi.Devo dire che mi aspettavo che avrebbe puntato tutto sulla forza dei colpi e sullo sfondare la resistenza e il muro tattico innalzato dal serbo ma non avrei mai creduto che l’avrebbe fatto con tale consistenza.Wawrinka ha sempre avuto nelle sue corde la forza e la potenza dei colpi ma prima del grande sviluppo tecnico e tattico del 2014 sotto la guida del tecnico svedese e ex numero 2 del mondo Magnus Norman non li applicava con questo metodo e continuità in campo dimostrandosi così l’unico,se in giornata,a tenere testa al serbo e a sostituire un Federer in discesa per i rosso crociati. Che dire shine on Stan sperando che tu possa deliziarci per ancora tanti del tuo perfetto rovescio lungolinea a una mano.